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Terapia induratio penis plastica, terapia malattia di la Peyronie, Terapia del pene curvo

Il tipo di trattamento della malattia di La Peyronie dipende dal paziente che abbiamo davanti. Inoltre da un punto di vista anamnestico prima di stabilire il tipo di terapia dovremo chiedere da quanto durano i sintomi, la presenza o meno di dolore, la gravità della curvatura peniena e l’interessamneto o meno della funzione erettile .
Molti pazienti non hanno grossi sintomi e vanno solo rassicurati  sul fatto che la lesione nodulare che avvertono sull’asta  non è di tipo tumorale.

La terapia dell’IPP può prevedere un trattamento conservativo (Terapia medica)  oppure chirurgico.
Analizziamoli e parliamo della terapia medica.


Terapia medica

A disposizione dell’urologo esistono diversi trattamenti conservativi : avremo

1)Terapia farmacologia generale
2)Terapia farmacologica locale
3)Terapia con mezzi fisici;
4)Litotrissia  con onde d’urto (ESWL).


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.............................è bene essere subito chiari...................

Dal momento che l’eziologia dell’IPP (iNDURATIO PENIS PLASTICA ) non è nota così come la storia naturale della malattia non è prevedibile, la maggior parte de gli autori sostiene che la terapia medica è indicata nella fase infiammatoria «attiva» (esordio della malattia) dove è possibile non solo ottenere un effetto sulla sintomatologia dolorosa ma anche una riduzione e degradazione della placca.

Al contrario, la presenza di calcificazioni nella placca (malattia ormai stabilizzata),placche di voluminose dimensioni causanti evidenti deformità dell’asta controindicano o rendono inutile l’utilizzo a scopo terapeutico di farmaci e terapie fisiche.


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TERAPIA FARMACOLOGICA GENERALE

Sono  stati di recente prodotte delle associazioni naturali per la cura della Induratio penis plastica.
Ad ottobre nelle farmacie potremo ritrovare AVIRPLAX  risultato della associazione di benefici effetti prodotti dall'acido paraaminobenzoico o PABA , la vit E. , l'arginina , l'aceto di mele, la bromelina , la boswellia.
Ciascuna di queste sostanze agisce con un meccanismo  antiinfiammatorio diverso. Dalla combinazione di queste capacità emege l'azione di AVIRPLAX, che ha come fine quello di ammorbidire la placca.

Gia in commercio sono presenti BREAFLOG compresse e BREALUX compresse, potenti antinfiammatori ed antiossidanti naturali, organizzati in combinazione.

Analizziamone uno per uno scoprendone il meccanismo di azione ed i pregi.


TERAPIA FARMACOLOGICA LOCALE

Il razionale della terapia medica locale è quello di un trattamento che agisca sulla fase iniziale della malattia (fase infiammatoria), per attenuare e bloccare quei processi che portano alla formazione del cheloide sotto-buckiano, dando  così la possibilità di poter agire, in un secondo momento, chirurgicamente su  una malattia localizzata. Infatti il tentativo di riparazione chirurgica nella fase miziale avrà alte percentuali di insuccesso, poiché i meccanismi patogenetici responsabili della formazione della placca sono attivissimi e determineranno una rapida recidiva. L’infiltrazione intraplacca rappresenta la terapia più adeguata, in quanto associa la massima concentrazione locale di sostanze attive ad un’azione meccanica diretta sulla placca.
La terapia medica locale dell’IPP si è avvalsa, nel tempo, di numerosi farmaci:


Cortisonici

Anti-infiammatori

Anti-ossidanti

Immunosoppressori, etc.


Terapie previste nella Induratio penis Plastica


PROPOLBERRY 3P
Propoli (Flavonoidi della Galangina ) + Vaccinium myrtillus
Ultimo ritrovato per la terapia dell'Induratio Penis Plastica
600 mg di propoli da assumere rigorosamente a digiuno
1 cpr al di

In farmacia  Euro   38.00
Euro 30,00  on line

            

AVIRPLAX CPR
nuova cura per la  induratio penis plastica

In farmacia Euro  32,50
Euro 25, 50


BREAFLOG CPR
Antinfiammatorio Naturale a base di bromelina , escina e mirtillo

In farmacia Euro 14,50
Euro 12.00  on line



BREALUX CPR
Coenzima q10 in associazione ad altri antiossidanti
nella induratio penis plastica.

In farmacia Euro 29,00
Euro 25.00  on line



 

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Le vie di somministrazione sono due:

1) Infiltrazione peri o intra placca;

2) ionto o ionoforesi con la quale ci si affida alla penetrazione del farmaco per via transdermica,
facilitata dall’utilizzo di corrente elettrica  (NUOVO BREVETTO IONOBREA)





La terapia locale è controindicata o, quantomeno, considerata poco utile quando la malattia si è stabilizzata e la placca si presenta calcifica estesa e deformante.
Cortisonici: i corticosteroidi utilizzati nei protocolli terapeutici sono stati l’idrocortisone, prednisolone, desametasone. La loro azione antiflogistica è nota e provoca un miglioramento della sintomatologia algica, ma l’efficacia sul recurvatum è molto limitata. Inoltre la terapia non può essere protratta per lungo tempo in quanto può provocare importanti effetti collaterali dovuti ad una atrofia tissutale.


Verapamil
E' uno dei farmaci maggiormente utilizzato. Iniettato nella placca agisce sui fibroblasti inibendo la formazione di collagene extracellulare e di radicali liberi.  (Ottima è l'associazione di questo trattamento locale con trattamento generale con Brealux - Coenzima Q 10 , 2 compresse al di per 4 mesio.) Levine  ha somministrato a 38 uomini 10 mg di verapamil ogni 2 settimane per 24 settimane. Tutti i pazienti sono stati valutati prima e dopo la cura con ecocolordoppler e questionari. I risultati dimostravano una risoluzione del dolore nel 97%, un miglioramento della funzione sessuale nel 72% e una riduzione della curvatura nel 54% dei pazienti.

Orgoteina
E' una metallo-proteina antagonista del superossido 02. E un antiossidante che trova applicazione come antiflogistico in quei processi in cui si ha la produzione di radicali liberi. Il suo utilizzo all’inizio aveva alimentato molte speranze, soprattutto riducendo il sintomo dolore, ma purtroppo gli effetti collaterali hanno limitato l’uso.

Glutatione Ridotto

E' un antiossidante e viene utilizzato per via transdermica mediante iontoforesi al dosaggio di 300 mgr al giorno per 15 giorni consecutivi. I risultati ottenuti sono quasi sovrapponibili all’orgoteina.



TERAPIA CON MEZZI FISICI                ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

La terapia con mezzi fisici è attualmente proponibile nei primi stadi della malattia quando questa è ancora in fase attiva e non può essere praticato alcun approccio chirurgico che porterebbe ad una precoce recidiva.

Ultrasuoni e laserterapia
Il trattamento laserterapico è tra le metodiche fisiche alternative nella terapia dell’IPP più utilizzato. L’apparecchio ad emissione di radiazioni laser sfrutta un manipolo a scansione che consente applicazioni localizzate ad alta intensità e bassa frequenza. Il meccanismo d’azione biologico è correlato ad una vasodilatazione locale, arteriolare e capillare, che permette il miglior utilizzo dell’ossigeno tissutale e quindi la correzione degli squilibri metabolici, un’azione antiflogistica ed antiedemigena che porta ad un aumento della soglia algica. Da un punto di vista clinico la laser terapia può provocare il blocco dell’evolutività patologica, la scomparsa della sintomatologia dolorosa e la riduzione della placca.
Gli apparecchi che sfruttano una sorgente di ultrasuoni, utilizzano sonde con 1 MHz di frequenza. Il meccanismo d’azione si basa sull’aumento della microcircolazione locale, sulla stabilizzazione del ricambio idrolipidico e sull’attivazione dell’enzima ialuronidasi che regola la permeabilità del tessuto connettivo. Studi condotti su 68 pazienti hanno dimostrato come l’associazione «laser terapia-ultrasuoni» determini un netto miglioramento della sintomatologia antalgica. Le risposte sono state nettamente inferiori per quanto concerne il recurvatum, le dimensioni e la struttura della placca.


lonoforesi
L’impiego della ionoforesi nella malattia di La Peyronie risponde essenzialmente a due finalità terapeutiche: l’effetto fisico antinfiammatorio legato alla somministrazione di impulsi faradici sulla lesione e la diffusione attiva di molecole ad azione medicamentosa nei tessuti colpiti. L’effetto fisico si manifesta in maniera differente in base alla polarità della corrente applicata: all’anodo si assisterebbe a un’azione alcalina, con introduzione di radicali acidi, ammorbidenti dei tessuti e aumento della reattività nervosa; al catodo viceversa un’azione acida, antalgica e fibroblastica.

Litotrissia extracorporea con onde d’urto (ESWL) ovvero il trattamento delle placche del pene con le onde d'urto.
Il trattemento della malattia di La Peironie con le onde d'urto (ESWL)  trova indicazioni, da un lato, nei pazienti dove pur avendo intrapreso un percorso terapeutico farmacologico per via generale o topica non ha dato risultati soddisfacenti e dall’altro, là dove non sussiste una precisa indicazione chirurgica.
La litotrissia extracorporea nella malattia di Peyronie nasce dalla considerazione  che le onde d’urto potessero in qualche modo agire sui depositi di calcio della placca o comunque alterare meccanicamente la struttura elastica della placca fibrosa determinando un miglioramento sintomatologico.
Il primo ad utilizzare le onde d’urto nell’IPP è stato Butz nel 1996 che ha trattato 15 pazienti, previa erezione farmaco indotta con iniezione intracavernosa di PGE1, riportando in 12 casi un significativo miglioramento sintomatologico.
L’autore ha anche osservato risultati migliori nelle placche calcifiche rispetto a quelle fibrose.




 
 
 
 
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